L'etichetta, questa sconosciuta!
In questo articolo cercherò di spiegare quali sono le caratteristiche che un'etichetta deve avere affinché possa essere considerate tale.
Innanzitutto l'etichetta non è solo l'adesivo collocato sulla confezione di un prodotto, ma "etichetta" è un termine che racchiude sotto di se tutte le diciture o segni presenti sull'imballaggio del prodotto.
Il primo elemento da prendere in considerazione è la descrizione del prodotto, per esempio: olio extra vergine d'oliva, farina tipo 00, confettura extra di albicocche oppure pasta di semola di grano duro ecc.
Quindi su ciascuna confezione di ciascun prodotto alimentare deve essere chiaramente indicato il genere alimentare contenuto.
Un secondo elemento, se si vuole, ancora più importante, è la lista degli ingredienti nella quale gli ingredienti devono essere elencati in ordine decrescente di percentuale di contenuto.
Attenzione: mi è capitato di leggere un'etichetta un po' ingannevole…era l'etichetta di un tipo di pesto dove, pur di far risultare che l'ingrediente al primo posto, quindi il principale, era il basilico, l'olio veniva splittato nei suoi diversi tipi. Tutto ciò, pur essendo estremamente legale, può trarre in inganno il consumatore.
Un'altra considerazione da fare sulla lista degli ingredienti è che, nel momento in cui viene utilizzato il nome generico di un ingrediente (per esempio "formaggio" o "pesce") spesso e volentieri è perché quell'ingrediente non è particolarmente pregiato, poiché, se lo fosse, il produttore sarebbe ben lieto di segnalarlo.
Da tutto ciò si deduce che la lista degli ingredienti è uno strumento fondamentale per la valutazione della qualità del prodotto che si sta acquistando, non solo, è molto importante anche per coloro che sono intolleranti o allergici ad un determinato ingrediente, così facilmente individuabile.
Spesso e volentieri, però, le liste degli ingredienti diventano un po' difficili da leggere poiché contengono strane sigle, piuttosto incomprensibili ai più, come per esempio "Acidificante: E334", si tratta degli additivi.
Gli additivi sono sostanze normalmente non consumate come alimento in sé ma vengono aggiunte agli alimenti per ottenere un fine tecnologico in fase di produzione, trasformazione, preparazione, imballaggio o immagazzinamento.
Di additivi ce ne sono a centinaia e sono suddivisi in numerose categorie ed il codice, che spesso appare nella lista degli ingredienti, è identificativo del particolare additivo (questo poiché spesso il nome per esteso è troppo "chimico").
Una curiosità in merito riguarda gli aromi, si possono, infatti, trovare due diverse diciture: aromi o aromi naturali.
La distinzione tra i due termini consiste nell'origine dell'ingrediente stesso, infatti si parlerà di aromi naturali per tutti gli aromi di provenienza naturale (es. essenze, estratti, succhi concentrati o liofilizzati), mentre si definiranno aromi quelli di origine artificiale o di laboratorio.
Passando ad un altro punto sull'etichetta deve essere indicata la quantità netta, peri prodotti immersi in un liquido deve essere indicato anche il peso del prodotto sgocciolato.
Un altro elemento realmente fondamentale, al quale prestiamo più facilmente attenzione, è la data di scadenza.
Anche in questo caso vanno fatti dei distinguo, esiste, infatti, il termine minimo di conservazione e la data di scadenza.
Il termine minimo di conservazione viene indicato con la dicitura "da consumarsi preferibilmente entro", ciò indica che il prodotto si conserverà sicuramente integro almeno fino alla data indicata e non è detto che possa resistere di più, in condizioni ottimali, in ogni caso non sarà nocivo per la salute ma perderà solo alcune delle sue caratteristiche.
La data di scadenza è, invece, indicata con la dicitura "da consumarsi entro". Si tratta, a differenza del termine minimo di conservazione, di un vero e proprio avvertimento: non mangiare il prodotto dopo questa data.
Sull'etichetta viene obbligatoriamente indicato sia il nome che la sede del produttore (oppure del confezionatore).
Nel caso in cui si trattasse di un prodotto importato non sarebbe obbligatorio indicare l'indirizzo per esteso né il nome del produttore tanto meno la sede dello stabilimento di confezionamento ma è sufficiente segnalare la nazione di provenienza.
Passiamo ad elencare sommariamente, in conclusione, tutte le diciture secondarie presenti sull'etichetta.
Il grado alcolico è uno di queste e va indicato solo nei prodotti che superino i 1,2 gradi alcolici.
Il lotto di produzione, anche se annoverato tra le diciture secondarie, è molto importante poiché grazie a questo dato diventa molto facile individuare la provenienza del prodotto nonché il gruppo dei pezzi confezionati nello stesso giorno.
Infine, la modalità di conservazione che comprende tutte quelle indicazioni per poter conservare il prodotto integro.
Quindi ragazzi d'ora in poi occhio all'etichetta…ora non possiamo più dire di non capre ciò che c'è scritto!