Roma, 21 apr. (Adnkronos Salute) - Le migliori intenzioni a tavola possono non bastare, anzi: a volte si rivelano un boomerang per linea e salute. Lo spiega un gruppo di ricercatori di diverse università americane, dopo aver scoperto l'effetto delle buone intenzioni a tavola. Queste, infatti, possono trasformarsi in una trappola per la linea, che scatta con la presenza, nel menù - o nella macchine distributrici di alimenti - di cibi salutari.
In pratica, spiegano i ricercatori coordinati da Keith Wilcox della City University di New York sul 'Journal of Consumer', la presenza di un'opzione salutare può spingere i consumatori a sentire di aver rispettato un obiettivo di alimentazione sana. Così, a posto con la coscienza, finiscono per scegliere il piatto meno sano del menù, magari a base di patatine fritte.
"Il semplice fatto di poter optare per cibi più sani non vuol dire che li mangeremo - proseguono i ricercatori - Anzi, abbiamo trovato le prove che per molti consumatori l'aggiunta di alternative salutari nel menù può aumentare, ironicamente, il consumo di cibi molto golosi", più inclini a soddisfare il palato che l'attenzione per la salute.
Insomma, basta un'insalatina nel menù per spingere qualcuno verso tentazioni più gustose e caloriche. Inoltre, secondo gli studiosi, a cadere di più nella trappola delle buone intenzioni sono le persone con livelli relativamente più alti di autocontrollo. O almeno questo è quanto è emerso da una serie di esperimenti condotto dal team.
Questo tipo di consumatori, di fronte a una scelta fra patatine fritte, crocchette di pollo e patate arrosto ripiene (tutte con lo stesso prezzo) difficilmente opta per le patatine. Ma basta inserire 'a tradimento' nel menù un piatto di insalata "e sapete che cosa accade? Le persone con elevato autocontrollo - assicurano gli studiosi - all'improvviso sono più inclini a concedersi un piatto di patatine fritte". Proprio quelle che, in genere, sono viste come la scelta meno sana del menù.