Le bibite “light” aumentano i rischi per il cuore
(Velino) - Non c'e' pace per i consumatori delle bibite light. Dopo le accuse sui dolcificanti considerati cancerogeni (soprattutto l'aspartame) utilizzati per i soft drinks, uno studio pubblicato da Circulation, la rivista dell'American Heart Association, rivela che consumare uno o piu' bevande "leggere" al giorno, anche senza zucchero, potrebbe aumentare il rischio di avere problemi cardiovascolari. La ricerca arriva infatti alla conclusione che light o normali le bibite sembrano avere lo stesso effetto negativo per il cuore. Sono stati alcuni ricercatori dell'universita' di Boston a studiare sei mila persone di mezza eta' per un periodo di quattro anni. All'inizio dell'indagine, quelli che consumavano una o piu' bibite al giorno, sia light che normali, hanno mostrato un aumento di circa il 50 per cento della prevalenza della sindrome metabolica, un insieme di fattori - obesita', pressione alta, bassi livelli di colesterolo "buono" ed altri - legati al rischio di diabete e a problemi cardiaci. Passati quattro anni, i partecipanti allo studio che non avevano sindrome metabolica all'inizio, hanno mostrato un aumento del rischio di svilupparla del 44 per cento se erano consumatori abituali di soft drinks. Ramachandran Vasan, coordinatore dello studio alla Boston School of Medicine ha commentato cosi' i dati emersi: "Siamo stati molto colpiti dal fatto che non c'e' nessuna differenza se nella dieta ci sono bibite con o senza zucchero. I risultati non sembrano essere influenzati dal resto della dieta dei soggetti, perche' abbiamo tenuto conto nell'analisi anche di tutti i fattori alimentari".
Inoltre aumenta del 25% il rischio di trigliceridi e zuccheri nel sangue in abbondanza. Mentre sale del 32% la possibilita' di vedere aumentare il livello di colesterolo 'buono'. Non e' finita. Analizzando un sottocampione di consumatori 'forti' di bevande dietetiche a base di soda - almeno una lattina al di', 'dose' per molti irrinunciabile - i ricercatori hanno scoperto che il rischio di sviluppare la temutissima sindrome metabolica aumentava del 50-60%. Ma gli studiosi puntano il dito non solo contro i soft drink in versione light, ma anche contro il popolo che li consuma, tracciando un identikit che non e' certo dei migliori. "Chi ama queste bevande - sostiene Vasan - spesso si nutre di molte, troppe, calorie. Tende a consumare grassi saturi e ingerire poche fibre, oltre a fare poco movimento". I risultati, ci tengono a sottolineare gli stessi ricercatori, non sembrano tuttavia essere influenzati della dieta dei soggetti, "perche' nell'analisi abbiamo tenuto conto - assicurano - anche di tutti gli fattori alimentari in gioco".
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