GB: tassa sui cibi grassi salverebbe migliaia di vite
(AGI) - Oxford, 12 lug. - Tassare i cibi grassi, ma anche quelli salati e dolci, accumunati dalla caratteristica di essere poco sani. E' l'ultima proposta per combattare l'epidemia di obesita'. Ad avanzarla e' addirittura un gruppo di ricercatori della Oxford University, uno dei piu' prestigiosi atenei del mondo. Secondo gli scienziati la tassa potrebbe salvare decine di migliaia di vite ogni anno, come calcolato sul Journal of Epidemiology and Community Health, solo 3.200 in Gran Bretagna. Un sovrapprezzo del 17,5 per cento sugli alimenti considerati piu' dannosi per la salute, come patatine fritte, burro, biscotti, cioccolato, prodotti confezionati, abbatterebbe la domanda dei consumatori, riducendo il numero di attacchi cardiaci e infarti. Per calcolare l'effetto della tassa sulla domanda i ricercatori hanno utilizzato un metodo di economia matematica. 'Una tassa ben progettata e mirata ad alcune categorie di prodotti potrebbe essere un valido strumento per ridurre il carico di malattie correlate alla dieta', hanno ipotizzato i ricerctori. La misura dovrebbe agire da deterrente all'acquisto, cosi' come e' stato fatto in alcuni paesi per le sigarette e le bevande alcoliche, promuovendo uno stile di vita piu' salutare. Tuttavia, gli stessi scienziati mettono in guardia dal rischio che la 'tassa sui grassi' sia percepita come una violazione della liberta' individuali dai cittadini e possa gravare soprattutto sulle fasce piu' povere della popolazione. La proposta non e' stata accolta con favore dalla Food and Drink Federation inglese e neppure dalla British Heart Foundation. (AGI)
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