Alzheimer: studio G.B., obesità raddoppia il rischio

Discuss Alzheimer: studio G.B., obesità raddoppia il rischio in the Notizie ... diet around! forums; (AGI) - Roma, 29 giu. - Chi e' obeso e' piu' esposto al rischio di Alzheimer. E' quanto emerge da ...



Indietro   Dieta Forum > Notizie ... diet around! > Notizie, info e curiosità

Rispondi
 
LinkBack Strumenti discussione Cerca in questa discussione Modalità di visualizzazione
  #1 (permalink)  
Vecchio 30/06/07, 17.48
Aitina avatar
Super Moderator
 
Data registrazione: 18/08/06
Luogo: Ischia
Messaggi: 2.323
Predefinito Alzheimer: studio G.B., obesità raddoppia il rischio

(AGI) - Roma, 29 giu. - Chi e' obeso e' piu' esposto al rischio di Alzheimer. E' quanto emerge da uno studio dell'Alzheimer's Society britannica. Gli esperti sostengono che l'irresistibile tentazione per il cibo ricco di grassi, e la mancanza di attivita' fisica, non soltanto allarga la taglia, ma danneggia seriamente il cervello. Si e' stimato che in Gran Bretagna le persone affete da Alzheimer sono 700.000, e che il numero potrebbe aumentare a un milione e 500.000 nei prossimi 50 anni. "Ma se la popolazione continua ad ingrassare - spiega Clive Ballard, direttore della ricerca dell'Alzheimer's Society - il totale potrebbe aumentare a 2 milioni e 500.000. L'obesita' rappresenta un notevole fattore di rischio. La gente che e' in sovrappeso a 60 anni ha il doppio delle possibilita' di contrarre la malattia a 75. E' importante, quindi, ridurre i rischi. Se questi non sono tenuti sotto controllo, la percentuale di persone che potrebbe contrarre il morbo salirebbe a 2,2 milioni e mezzo". Attualmente una persona su 20 oltre i 60 anni ha sintomi di demenza e la percentuale aumenta da uno a 5 oltre gli ottanta. "Con l'aumento dell'obesita'- dice Ballard - potrebbe raddoppiare l'incidenza nelle persone oltre i 65, facendo salire la percentuale da uno a dieci". La ricerca ha dimostrato che chi osserva un regime alimentare basato su frutta e verdura ha il 40% in meno di possibilita' di contrarre il morbo. Lo stesso puo' dirsi di chi regolarmente svolge attivita' fisica. Gli studi, inoltre, sostengono che la proteina amiloide, la principale causa del danneggiamento delle cellule nervose, viene liberata piu' efficacemente dal sangue se il livello del colesterolo e' basso. Meno categorico Neil Hunt, funzionario esecutivo dell'Alzheimer's Society. "Adesso- spiega Hunt - esiste una ricerca che suggerisce che la demenza non e' cosi' inevitabile come noi pensavamo. Non esiste una cura specifica, ma e' indubbio che lo stile di vita fa la differenza". Ecco allora alcuni suggerimenti utili per ridurre i rischi di contrarre la malattia:: non fumare, limitare l'introduzione di grassi saturi, fare regolare esercizio fisico, condurre una vita sociale attiva e tenere sotto controllo il colesterolo e la pressione del sangue. Esiste poi un legame tra il cuore e la demenza. Come sostiene il professore Jeremy Pearson, direttore medico associato del British Heart Foundation, "riducendo i fattori di rischio per il cuore di conseguenza si ridurrebbe anche l'Alzheimer. I trattamenti che riducono le malattie del cuore sono gli stessi che riducono anche la demenza". (AGI)
Replica con citazione

Sponsored Links
Rispondi

Strumenti discussione Cerca in questa discussione
Cerca in questa discussione:

Ricerca avanzata
Modalità di visualizzazione

Regole messaggi
Tu non puoi avviare nuovi threads
Tu non puoi inviare repliche
Tu non puoi invaire allegati
Tu non puoi modificare i tuoi post

Il codice BB è attivato
Emoticons sono attivato
Codice [IMG] è attivato
Codice HTML è disattivato
Trackbacks are attivato
Pingbacks are attivato
Refbacks are attivato


Tutte le ore sono GMT +2. L'ora corrente è 23.03.




Powered by vBulletin® Version 3.7.4
Copyright ©2000 - 2008, Jelsoft Enterprises Ltd.
Search Engine Friendly URLs by vBSEO 3.2.0