Alzheimer: studio G.B., obesità raddoppia il rischio
(AGI) - Roma, 29 giu. - Chi e' obeso e' piu' esposto al rischio di Alzheimer. E' quanto emerge da uno studio dell'Alzheimer's Society britannica. Gli esperti sostengono che l'irresistibile tentazione per il cibo ricco di grassi, e la mancanza di attivita' fisica, non soltanto allarga la taglia, ma danneggia seriamente il cervello. Si e' stimato che in Gran Bretagna le persone affete da Alzheimer sono 700.000, e che il numero potrebbe aumentare a un milione e 500.000 nei prossimi 50 anni. "Ma se la popolazione continua ad ingrassare - spiega Clive Ballard, direttore della ricerca dell'Alzheimer's Society - il totale potrebbe aumentare a 2 milioni e 500.000. L'obesita' rappresenta un notevole fattore di rischio. La gente che e' in sovrappeso a 60 anni ha il doppio delle possibilita' di contrarre la malattia a 75. E' importante, quindi, ridurre i rischi. Se questi non sono tenuti sotto controllo, la percentuale di persone che potrebbe contrarre il morbo salirebbe a 2,2 milioni e mezzo". Attualmente una persona su 20 oltre i 60 anni ha sintomi di demenza e la percentuale aumenta da uno a 5 oltre gli ottanta. "Con l'aumento dell'obesita'- dice Ballard - potrebbe raddoppiare l'incidenza nelle persone oltre i 65, facendo salire la percentuale da uno a dieci". La ricerca ha dimostrato che chi osserva un regime alimentare basato su frutta e verdura ha il 40% in meno di possibilita' di contrarre il morbo. Lo stesso puo' dirsi di chi regolarmente svolge attivita' fisica. Gli studi, inoltre, sostengono che la proteina amiloide, la principale causa del danneggiamento delle cellule nervose, viene liberata piu' efficacemente dal sangue se il livello del colesterolo e' basso. Meno categorico Neil Hunt, funzionario esecutivo dell'Alzheimer's Society. "Adesso- spiega Hunt - esiste una ricerca che suggerisce che la demenza non e' cosi' inevitabile come noi pensavamo. Non esiste una cura specifica, ma e' indubbio che lo stile di vita fa la differenza". Ecco allora alcuni suggerimenti utili per ridurre i rischi di contrarre la malattia:: non fumare, limitare l'introduzione di grassi saturi, fare regolare esercizio fisico, condurre una vita sociale attiva e tenere sotto controllo il colesterolo e la pressione del sangue. Esiste poi un legame tra il cuore e la demenza. Come sostiene il professore Jeremy Pearson, direttore medico associato del British Heart Foundation, "riducendo i fattori di rischio per il cuore di conseguenza si ridurrebbe anche l'Alzheimer. I trattamenti che riducono le malattie del cuore sono gli stessi che riducono anche la demenza". (AGI)
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