Convegno Sport e Salute: la sedentarietà uccide
ROMA, 12 GIU - ''La sedentarieta' uccide due milioni di persone l'anno''. Con questa preoccupante segnalazione dell'On. Domenico Di Virgilio, responsabile del dipartimento sanita' di Forza Italia, si e' aperto il convegno ''Sport e attivita' fisica per la salute e il benessere dell'individuo''. L'incontro, svoltosi a Palazzo Marini di fronte ad una platea ricca di personalita' del mondo dello sport, ha visto la partecipazione, fra gli altri, degli Onorevoli Sandro Bondi, Mario Pescante, Manuela di Centa e del fisiologo dello sport prof. Antonio Dal Monte. Il tema del dibattito si e' declinato su tutte le problematiche dell'inattivita' fisica, sottolineando, di riflesso, le potenzialita' propedeutiche dello sport nella prevenzione di malattie come la depressione, l'obesita' e l'ipertensione. L'idea di far lavorare in concerto il dipartimento nazionale sanita' e il dipartimento nazionale sport di Forza Italia, ha incentivato l'intervento di Manuela Di Centa, che ha vissuto in prima persona i benefici curativi, e non solo preventivi, dell'attivita' sportiva. ''Spesso si mette in guardia sullo sport agonistico - ha confessato l'ex campionessa olimpica - mettendone in luce i rischi traumatici e quelli legati al logoramento. La mia storia personale racconta il contrario. Avevo la tiroide che non funzionava bene e ho dovuto combattere per superare il problema. La mia abitudine all'agonismo mi ha reso piu' attrezzata psicologicamente e fisicamente per superare la malattia. L'atleta e' capace di accelerare il processo di guarigione - ha continuato la Di Centa - e a me e' successo proprio questo. Negli anni successivi ho vinto tre medaglie mondiali e 5 medaglie olimpiche''. Un altro campione olimpico, il canoista Antonio Rossi, ha messo in evidenza quanto lo sport aiuti a gestire le emozioni, ad autodisciplinarsi e a socializzare. ''Ho recentemente vinto, a 38 anni, una gara di coppa del mondo - ha ricordato Rossi - e questo prova quanto lo sport, se praticato con saggezza, renda longevi''. Tutti i relatori hanno inoltre sottolineato il grave ritardo della scuola italiana nella promozione dell'attivita' sportiva, dilettantistica o agonistica che sia. ''La scuola italiana e' il peggior nemico dello sport'' - ha affermato l'On Sabatino Aracu. Gli ha fatto eco il Prof. Fabio Pigozzi:''Lo sport va portato nella scuola. Un'attivita' fisica ben guidata ha ricadute positive sulla salute pubblica, oltre che sul benessere degli individui''. La verve del Prof. Antonio del Monte, fisiologo biomeccanico, ha infine attinto dalla sapienza degli antichi, citando parole di Ippocrate: ''Se sapessimo dare a ciascuno la giusta dose di cibo e attivita' fisica, avremmo in mano la ricetta per una vita serena''. (ANSA).
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