Novità editoriali: Gilman, la felicità non è una dieta
Testa alta e avanti tutta, senza necessariamente ancheggiare. Basta giornate a pompelmi rosa e radici frullate, basta rincorrere modelli perfetti come Angelina Jolie che tanto nei magazine ritoccano pure lei, basta comprare la stessa crema di Sharon Stone e andare dal chirurgo estetico con la sua foto, basta vittimismo, basta nostalgia per un passato che qualcuno vuole convincerci a vedere sterilmente rosa. Mai come adesso le donne hanno la possibilita' di prosperare e trionfare: Padrona del proprio destino, era il titolo di una telenovela sudamericana, puo' essere il titolo delle figlie del baby boom, delle quarantenni di oggi. Esatto: puo'. A patto che non si compri piu' Vogue e si sfoglino riviste femminili e si guardi la tv con quel mix di saggezza, buon senso, sano umorismo e tosta energia. La resistenza intelligente ai messaggi che arrivano dai media alle donne puo' partire, a patto che le donne non si rovinino con le loro mani. Ci sara' un perche' al fatto che l'unico retaggio degli anni Settanta che non e' tornato di moda e' il femminismo? Inutile incolpare la cupola del man power che ci vuole stupide e sexy, lavoratrici ma non abbastanza per conquistare i vertici, se, per prime, noi donne rinunciamo al dolce per quel mezz'etto in meno che (forse) ci fara', tra qualche tempo, vagamente assomigliare a qualche strabella del cinema. Non si tratta, dice l'arguta newyorchese Gilman, di criticare la bellezza. Ogni donna vuole sentirsi bella, ma non sottostare ai diktat della bellezza, che sembrano inventati dagli ospiti di un manicomio, puo' essere una prima azione neofemminista: perche' depilarsi le sopracciglia per poi ridisegnarle con una matita? La mania dei 'segreti delle star', su cui esistono ormai canali tv tematici, e' folle: le riviste dedicano pagine all'esfoliante usato da Jennifer Love Hewitt, quando persino Cindy Crawford ha dichiarato: ''appena alzata, neppure io assomiglio a Cindy Crawford''. Piace alle donne il potere che la bellezza da', ma sono cosi' votate al martirio da stabilire l'eta' di questa bellezza: sotto i 40 anni ed entro i 50 chili, chi e' fuori e' fuori, chi e' dentro e' dentro. Non parliamo dell'attivita' fisica, della danza jazz, del bungee jumping e altre diavolerie. Occorre a questo punto ricordare che le bellezze famose sono infelici come tutte, certo aiutate dai massaggi, dai bei vestiti e da un ricco conto in banca si puo' sopravvivere meglio, ma niente rende immuni dal dolore di essere vive, quanto la bellezza interiore e la felicita' che si riescono a trovare apprezzando fondamentalmente se stesse. L'autrice del best seller ricorda alcune regole base: la chirurgia plastica e' dolorosa, le 'giornate no' sono inevitabili, niente al mondo fara' apprezzare di piu' il corpo che hai quanto il non poterlo usare, nessuno durante il Rinascimento ha dipinto Kate Moss, gli uomini (basta leggere gli annunci erotici) hanno un'estensione molto piu' ampia di quello che le donne credono in tema di 'ideali' fisici e se, invece, mettono rigidi paletti alla passione (caviglie massimo 15 cm, sedere alto e incurvato da bella cubana, anche se non c'e' alcun avo della stessa razza, seno rigidamente proiettato verso l'alto anche dopo i 12 anni) c'e' qualche problema sessuale, da parte loro. (ANSA).
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