Germania: maggioranza tedeschi si accetta com’è
BERLINO, 22 MAG - La maggioranza dei tedeschi e' contenta della propria stazza, secondo quanto emerge da uno studio dell' Istituto Ipsos per la ricerca di mercato, in collaborazione con Allianz, uno dei piu' grandi gruppi assicurativi nel mondo, riportato oggi dal quotidiano tedesco 'Suddeutsche Zeitung'. Una ricerca internazionale dell'International Association for the Study of Obesity (IASO) - pubblicata a meta' aprile - ha accertato che in Germania il 75,4% degli uomini e il 58,9% delle donne sono troppo grassi. In tale classifica poco edificante la Germania e' al primo posto sia in campo maschile che femminile, alla pari solo con gli Stati Uniti. Il nuovo studio dell'Ipsos, avviato in concomitanza con la campagna governativa 'Contro il grasso', ha intervistato circa 500 tedeschi. Per il 65% di essi il sovrappeso non rappresenta un problema anche se essere magri rimane una prospettiva da seguire, ed in termini puramente scientifici molti di essi dovrebbero dimagrire. Secondo i dati dello studio la maggior parte degli intervistati crede che la meta' della popolazione tedesca sia in sovrappeso ma tra di essi solo il 31% degli uomini e il 37% delle donne si sentono troppo grassi. Quasi la meta' dei tedeschi con ''qualche kg in piu'' non pratica nessuna attivita' sportiva oppure a basso livello e uno su due mangia volentieri grandi quantita' di dolci e torte. L'84% non vuole assolutamente seguire una dieta equilibrata anche se l'85% non la segue anche se ne avrebbe voglia. 'I grassi in realta' sono piu' felici': aveva titolato in prima pagina la scorsa settimana il quotidiano Bild a proposito del dibattito in corso in Germania, dove ci sarebbero troppi grassi. Il quotidiano riferiva i risultati di una ricerca effettuata su 1,3 milioni di uomini dagli specialisti del Karolinska Institut di Stoccolma. ''Abbiamo constatato che gli uomini in sovrappeso hanno una minore inclinazione alla depressione e al suicidio rispetto ai magri'', ha detto alla Bild il prof. Finn Rasmussen, che ha guidato la ricerca.(ANSA).
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