Salute: 10% dei bambini italiani sono obesi, 18% in sovrappeso
Il 10% dei bambini italiani sono obesi; il 18% sono sovrappeso. E questo porta l'Italia ai vertice della classifica europea, con una proiezione preoccupante: quando questi bambini di oggi saranno adulti, il 18% della popolazione italiana sara' obesa. Di soprappeso e obesita' infantile si e' parlato oggi a Rimini, in un convegno organizzato in occasione di RiminiWellness dall'ANSISA - Associazione Nazionale Specialisti Italiani della Scienza dell'Alimentazione insieme a Adi, Associazione Dietologi Italiani e Dietetica Molte - secondo gli esperti - le responsabilita' della situazione attuale imputabili alle aziende alimentari e ai messaggi pubblicitari, alla scuola e alle istituzioni sociali, alle famiglie e allo stile di vita attuale. "In assoluto pero' non e' corretto colpevolizzare i ragazzi - sostiene Roberto Ostuzzi, presidente di ANSISA, l'associazione che raccoglie tra i suoi specialisti medici psichiatri e psicologi oltre che nutrizionisti - Non sono i ragazzi che devono fare qualcosa, sono gli adulti: le famiglie, la scuola e le societa' sportive" La famiglia nel suo complesso e' chiamata a ripensare non solo la sua alimentazione ma anche il suo tempo libero. Un regime alimentare controllato non e' sufficiente a recuperare situazioni critiche, e' necessario probabilmente uno stile di vita piu' salutare e dinamico. Per quanto riguarda le societa' sportive queste sono sempre piu' spesso orientate al risultato agonistico e questo allontana inevitabilmente dalla pratica sportiva i ragazzi che per problemi di peso realizzano prestazioni meno interessanti degli altri. "Se l'adulto in soprappeso deve dimagrire - ha continuato Ostuzzi - per il ragazzo e' sufficiente non aumentare il suo peso e questo rende piu' facile recuperare situazioni critiche intervenendo in tempo". "E' necessario considerare che se l'insorgenza del soprappeso avviene in eta' infantile le probabilita' di rimanere obesi sono tra il 26 e il 41%, se l'insorgenza avviene in eta' scolare salgono al 69% e infine arrivano all'83% quando il fenomeno si manifesta durante l'adolescenza," ha dichiarato Roberto Sori, specialista in scienza dell'alimentazione e dietologia. Negli Stati Uniti, dove la connotazione di questo problema e' intesa piu' come "sociale" esistono dei gruppi di supporto alle famiglie e la speranza e' che anche in Italia ci si orienti in questa direzione. (AGI)
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