Roma, 14 mag. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Celiachia questa sconosciuta, anche da chi ne soffre. I celiaci italiani sono tantissimi, oltre mezzo milione, eppure sono solo 70.000 i connazionali che sanno di soffrire di questa intolleranza al glutine, contenuto in molti cereali. L'ignoranza 'regna sovrana' nonostante ogni anno il numero dei celiaci accertati cresca del 10%. Proprio per questa ragione quest'anno, in occasione della Giornata internazionale della celiachia di domenica 20 maggio, l'Associazione italiana celiachia (Aic) portera' i test per la diagnosi della malattia in Parlamento. Mercoledi' 16 maggio i volontari di Aic saranno davanti a Montecitorio per sottoporre i parlamentari a un primo, semplice test di screening per la celiachia. "Si tratta - spiega Adriano Pucci, presidente Aic - di un esame velocissimo, per cui basta una goccia di sangue presa da un dito. E' un primo passo verso la diagnosi che, in caso di esito positivo, prevede per la conferma definitiva il ricorso al medico e un'endoscopia con prelievo della mucosa intestinale. Poiche' l'incidenza della patologia, in continuo aumento, e' oggi attorno a un caso ogni 100-150 abitanti - prosegue Pucci - ci aspettiamo di individuare dai 4 ai 10 parlamentari celiaci".
Due le principali cause della mancata diagnosi: la scarsa conoscenza della malattia, e la difficolta' di riconoscere i soggetti a rischio per via della complessita' o assenza di sintomi. Testimonial dell'iniziativa sara' Giulia Bongiorno, parlamentare di An, che soffre di questa intolleranza. E per questo da anni e' in prima linea per diffondere maggiore consapevolezza nelle Istituzioni. "E' importante che a parlare di celiachia siano i parlamentari, i rappresentanti dei cittadini, perche' - sottolinea Bongiorno - possono essere un ottimo megafono per far conoscere la malattia. Sogno che anche chi fra loro non e' celiaco, si faccia carico dei messaggi di prevenzione e contribuisca a migliorare le normative in materia, ad esempio dando completa attuazione alla legge 123/05 che, tra gli altri importanti aspetti, sancisce il diritto dei celiaci a pasti senza glutine nelle mense pubbliche di scuole, ospedali, caserme". Bongiorno sottolinea come sia "necessario soprattutto conoscere il problema, parlarne, individuare i celiaci prima che vadano incontro alle conseguenze negative della malattia sulla qualita' della vita e sulla salute". Il test di screening e' un mezzo per attirare l'attenzione sull'importanza della diagnosi, soprattutto nelle persone che hanno sintomi o caratteristiche che li mettono a rischio.
"E' il caso - spiega Umberto Volta, presidente del Comitato scientifico Aic e docente di Diagnostica immunopatologica all'universita' di Bologna - di chi soffre di anemia da carenza di ferro, uno dei segnali piu' frequenti della celiachia. Ma possono essere indizi della malattia anche la sensazione di debolezza, il mal di testa, i gonfiori e dolori addominali e, nei bambini, perdita di peso, vomito, diarrea e arresto della crescita". E' importante conoscere questi campanelli d'allarme - spiegano gli esperti - perche' la celiachia puo' manifestarsi a qualunque eta' e soprattutto perche' troppo spesso, trattandosi di sintomi lievi o poco specifici, la diagnosi e' tardiva o non arriva affatto. I test agli onorevoli non sono l'unica iniziativa Aic per informare e sensibilizzare i potenziali celiaci, i medici e l'opinione pubblica. Domenica 20 maggio l'associazione organizza infatti a Roma una marcia non competitiva, con partenza alle 11.30 al Circo Massimo. I volontari distribuiranno ai partecipanti un kit con materiale informativo e alimenti privi di glutine. E sara' possibile sottoporsi gratuitamente al test di screening. Solo evitando i cereali 'proibiti' (frumento, segale, orzo, farro, spelta, kamut) e gli alimenti preparati con essi (dagli insaccati ai formaggi, dalle salse ai dolci) il paziente celiaco puo' evitare la comparsa di alterazioni della mucosa intestinale e il deficit di assorbimento dei nutrienti associati all'ingestione di glutine.
Ma a complicare la vita del celiaco non ci sono solo i cibi vietati: "L'86% - rivelano gli esperti - dichiara di avere difficolta' nel reperire pasti fuori casa e l'82% lamenta limitazioni alla propria liberta' di viaggiare. Il 67% ritiene che la dieta priva di glutine comporti complicazioni nella vita quotidiana in famiglia e il 41% pensa addirittura che la celiachia possa costituire un ostacolo alla propria carriera lavorativa". Ma puo' non essere cosi', come racconta Giulia Bongiorno: ''La celiachia, una volta diagnosticata, non deve essere vista come una limitazione, ma anzi come una spinta a vivere meglio degli altri: da quando ho avuto la diagnosi il mio fisico si e' potenziato, la mia dieta e' migliorata, la mia vita e' cambiata in positivo. Basta impegnarsi, ed e' indispensabile non chiudersi in casa: dobbiamo uscire, pretendere cibi adatti a noi nei ristoranti e ovunque ci troviamo. Solo cosi' si puo' diffondere l'attenzione a questa malattia". L'Aic e' impegnata sul fronte della reperibilita', anche fuori dalle mura della propria casa, di pasti 'gluten-free' per i celiaci. "Il 'Progetto ristorazione' e quello 'Gelaterie informate' di Aic cercano di rispondere proprio a questa esigenza, creando una rete di ristoranti, pizzerie e gelaterie a prova di celiaco". Una rete che si sta ampliando sempre piu': sono ormai oltre 800 in tutta Italia i locali aderenti, cosi' come sono sempre piu' numerosi gli Autogrill dove si trovano pasti adatti ai celiaci. L'Aic chiede pero' anche la "piena applicazione della legge 123/05, che rappresentera' un significativo miglioramento della vita dei celiaci e delle loro famiglie". Una lista completa dei ristoranti e delle gelaterie aderenti ai progetti Aic e' consultabile sul sito
www.celiachia.it.