Discuss Intolleranza all'Istamina in the Cucina e ricette ... per tutti forums; E' la sostanza contenuta in diversi alimenti che in alcune persone possono dare allergie. Esponevo delle domande qui cercando su ...
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E' la sostanza contenuta in diversi alimenti che in alcune persone possono dare allergie. Esponevo delle domande qui
cercando su internet ho trovato queste informazioni che spero possano risultare utili anche a voi: Consigli per i pazienti con iper-reattività cutanea · Nei casi in cui è dimostrato un ruolo degli alimenti, seguire scrupolosamente la dieta consigliata. · Tenere la pelle sempre ben lubrificata adoperando pomate emollienti (vaselina, unguento semplice o simili). Evitare pomate a base di proteine del latte. · Sedare il prurito, se molto intenso, con preparati anti-istaminici. · Evitare di usare saponi e bagno schiuma (preferire i detergenti non saponi). Non giocare a lungo con l'acqua. Evitare i bagni troppo caldi. · Evitare il surriscaldamento che causa un aumento di sudorazione e quindi irritazione e prurito. Pertanto non vestire il bambino con abiti pesanti e tenere la temperatura ambientale a 18-19 gradi. · Non far indossare indumenti sintetici o di lana pura (preferire il cotone). Nei bambini piccoli non usare mutandine di plastica: cambiare spesso il pannolino. Per il lavaggio non usare detersivi biologici nè ammorbidenti: risciacquare a fondo, possibilmente con la lavatrice. Usare acqua a basso contenuto di calcare (è utile un depuratore, anche di costo non elevato). · Curare l'igiene e la pulizia personale. tenere le unghie sempre molto corte. · Evitare il contatto con alimenti di per sè irritanti come agrumi, pomodore. · Evitare il contatto con la polvere; eseguire tutte le misure di profilassi ambientale per la polvere di casa e gli acari. · Considerare l'opportunità, in casi selezionati, di un supporto psicologico. ALIMENTI RICCHI DI ISTAMINA E CONTENUTO ISTAMINICO Formaggi fermentati 1330 mcgr/gr Bevande fermentate (vino, birra) 20 mcgr/gr Cibo fermentato (crauti) Insaccati di Maiale e Bue 160-225 mcgr/gr Fegato di Maiale 25 mcgr/gr Tonno, Alici, Bottarga in scatola Aringhe conservate 350 mcgr/gr Acciughe conservate 60 mcgr/gr Sardine conservate 17 mcgr/gr tonno conservato 6 mcgr/gr Cibi in scatola (carni, verdure, pomodoro, spinaci) Spinaci 37 mcgr/gr Pomodori 22 mcgr/gr Pesce surgelato Pesce fresco (tonno, sardine, alici, salmone) Crostacei, Frutti di mare ALIMENTI ISTAMINO-LIBERATORI Albume Molluschi Fragole Pomodori Cioccolata Pesce Ananas Alcool Fecola di Patate Noci, Mandorle, Arachidi, Frutta secca Caffè Lenticchie, Fave, Legumi Derivati delle noci di Cola E ancora: Dieta ipoistaminica È un tipo di dieta che si basa su un concetto molto semplice. Poiché molti sintomi determinati dalle intolleranze alimentari sono dovuti in parte alla liberazione in circolo, a livello della pelle e delle mucose, di una sostanza chiamata istamina, si cercherà di evitarne l'assunzione eccessiva dall'esterno, riducendo o eliminando temporaneamente quei cibi che la contengo direttamente o ne contengono dei precursori. Ognuno di noi ha la sua “dotazione” interna e naturale di istamina: in parte viene sintetizzata autonomamente da alcuni tessuti, in parte ci proviene dall'esterno tramite l'alimentazione e la “produzione” che ne fa la flora batterica intestinale. Normalmente l'istamina se ne sta in forma combinata e inattiva in alcune cellule, mentre la forma libera e attiva è molto scarsa. Se introduciamo dei cibi per i quali abbiamo un'allergia o un'intolleranza alimentare, si ha un aumento della nostra dotazione per effetto dell'istamina rilasciata a seguito delle reazioni allergiche. L'istamina in eccesso liberata determina quindi la classica reazione allergica (difficoltà respiratorie, arrossamento cutaneo, gonfiore, ponfi, prurito e dilatazione capillare). Quando si ritiene particolarmente dannoso un aumento della dotazione interna, attraverso l'introduzione dall'esterno di istamina alimentare, risulta importante limitare il consumo di alimenti che la possono contenere e dall'altra regolarizzare e riequilibrare da una parte la flora batterica intestinale per cercare di limitarne la produzione e l'assorbimento anomalo. Per chiarire questi concetti, possiamo ricorrere all'immagine di una vasca, che rappresenta l'organismo, mentre l'acqua rappresenta l'istamina. Il livello di riempimento in situazioni normali è dato come abbiamo visto dalla dotazione interna. Quando viene aperto il rubinetto (il cibo) facciamo entrare ulteriore “acqua”, che non sarà comunque in grado di raggiungere i bordi della vasca e fuoriuscire: in altre parole non avremo sintomi. Se però ci troviamo in presenza di un'allergia o di una intolleranza alimentare il livello interno di riempimento della vasca si innalza decisamente per effetto dell'aumento dell'istamina (“acqua”) rilasciata a seguito delle reazioni allergiche. Per tale motivo, aprendo il rubinetto, la nostra vasca, già al limite, non sarà in grado di accogliere più “acqua” e la lascerà fuoriuscire, facendo così “apparire” i sintomi. Le condizioni cliniche in cui questi fenomeni si verificano più spesso e in cui quindi è utile chiudere il rubinetto, eliminando o riducendo gli alimenti ricchi in istamina, sono l'orticaria, l'asma e la cefalea. Naturalmente dovrà essere accertato il motivo che ha causato nell'organismo un'anomala liberazione di istamina. Così come gli antistaminici non rappresentano una cura, ma un mezzo per ridurre o eliminare i sintomi più fastidiosi o pericolosi, così la dieta ipoistaminica consente di non “innalzare” ulteriormente i già alti livelli di istamina. Tale dieta viene usata soprattutto quando sono ancora presenti sintomi importanti, per esempio all'inizio di una terapia specifica di rotazione, o all'inizio di una terapia desensibilizzante specifica. Può essere inoltre attuata con successo nei periodi di eventuale ripresa occasionale dei sintomi, o quando si è in fase diagnostica. Molto spesso infatti è preferibile eseguire alcuni test diagnostici, come il test DRIA o il Prick, in assenza di assunzione di farmaci antiallergici, come antistaminici o cortisonici. Talora è possibile eliminare o ridurre tali farmaci, per breve tempo, con l'aiuto di una dieta che chiuda il rubinetto, come appunto quella ipoistaminica, in modo da consentire l'effettuazione di una diagnosi più precisa e affidabile. Indicazioni pratiche Gli alimenti indicati di seguito dovranno essere ridotti o eliminati per periodi di solito abbastanza brevi, circa 2-3 settimane. Oltre alle sostanze ricche di istamina preformata, vanno controllati anche altri alimenti che possono determinare un rilascio di istamina nell'organismo o mantenere l'infiammazione complessiva a un livello elevato, quali: * cibi ad alto contenuto di salicilati * cibi contenenti elevati livelli di parabeni o di altri conservanti * cibi che contengono tiramina (come i formaggi stagionati, l'uva, il cavolo o le patate) o serotonina (come le banane) Gli alimenti da eliminare mentre si segue una dieta ipoistaminica sono: * frutta: tutti i frutti ad alto contenuto di salicilati naturali, quali pesche, prugne, albicocche, ciliegie, fragole, frutti di bosco in generale, ananas e frutta esotica in generale, agrumi e banana; * verdura: pomodori, spinaci e funghi; * carni conservate: salumi e insaccati, paté, carni in scatola; * formaggi: tutti hanno un'azione istamino-liberatrice e un buon contenuto di istamina, ma in particolare segnaliamo emmenthal, roquefort, camembert, parmigiano, gorgonzola, fontina e taleggio; * pesci: sgombro, tonno (sia fresco sia in scatola), acciughe, aringhe e sardine sotto sale o sott'olio, salmone affumicato; * crostacei e molluschi: cozze, vongole e ostriche; tra i crostacei, in particolare: gamberetti, gamberi, aragoste e granchi; * cibi in scatola: la conservazione dei cibi avviene con alcuni conservanti che possono scatenare reazioni alimentari anche importanti; per questo è consigliabile evitare l'assunzione di qualsiasi cibo conservato; * bevande: vino bianco e rosso, birra, tutti i superalcolici; * altri alimenti: cioccolato, miele, estratti di carne, dado per brodo, noci, arachidi, mandorle, carne suina, e, in generale, tutti i prodotti lievitati freschi e ancora caldi. Con questa dieta, volta a togliere il “carburante” all'infiammazione, sono liberi risotti, pastasciutte, vari tipi di carne e altri cibi cucinati in modo semplice. La riduzione del carico istaminico comporta normalmente una riduzione dei sintomi allergici e, in particolare, del prurito. Vale la pena di ricordare che è scorretto eliminare del tutto questi cibi dalla propria dieta, se non in modo transitorio. Se infatti la persona ha un beneficio (ovvio) dall'eliminazione di questi alimenti, è facile che poi consideri la possibilità di evitarli sempre. Ma a questo punto potrebbe sviluppare intolleranze alimentari verso gli altri cibi usati in alternativa, il cui consumo risulterebbe aumentato. L'atteggiamento dietetico più corretto consiste sempre nell'individuare le cause del problema e quindi nell'impostare una dieta di rotazione volta a rieducare l'organismo.
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