Le schede delle mie letture. Anno 2007

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Vecchio 15/01/07, 19.00
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Smile Le schede delle mie letture. Anno 2007

Gennaio 2007
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«Genio è l'uomo capace di dire cose profonde in modo semplice»
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Vecchio 15/01/07, 19.00
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Smile Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte

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  • Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte
    Mark Haddon - Ed. Einaudi, collana Super ET, 2005





In sintesi
Christopher è un quindicenne colpito dal morbo di Asperger, una forma di autismo. Ha una mente straordinariamente allenata alla matematica ma assolutamente non avvezza ai rapporti umani: odia il giallo, il marrone e l'essere sfiorato. Ama gli schemi, gli elenchi e la deduzione logica. Non è mai andato più in là del negozio dietro l'angolo, ma quando scopre il cane della vicina trafitto da un forcone capisce di trovarsi di fronte a uno di quei misteri che il suo eroe, Sherlock Holmes, era così bravo a risolvere. Inizia così a indagare...

La mia opinione
E' un libro di una tenerezza incredibile. Mi ha ricordato moltissimo Forrest Gamp e quel suo modo semplice e lineare di guardare al mondo senza troppi "fronzoli" e sclerosi psicologiche. Veramente bravo Haddon nel calarsi in questo personaggio.

Voto: 8,5
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Vecchio 15/01/07, 19.00
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Smile Un indovino mi disse

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  • Un indovino mi disse
    Tiziano Terzani - Ed. TEA, collana Saggistica TEA, 2006





In sintesi
Nel 1976 un indovino cinese avverte Tiziano Terzani, corrispondente dello "Spiegel" dall'Asia: "Attento. Nel 1993 corri un gran rischio di morire. In quell'anno non volare mai". Nel 1992 Terzani si sente stanco, dubbioso sul senso del suo lavoro. Gli torna in mente quella profezia e la vede come un'occasione per guardare il mondo con occhi nuovi. Decide di non prendere aerei per un anno, senza rinunciare al suo mestiere. Il risultato di quell'esperienza è un libro che è insieme romanzo d'avventura, autobiografia, racconto di viaggio e reportage.


La mia opinione
Sono quasi a metà libro, l'ho finirò in questi giorni. Mi piace molto e attraverso i racconti di Terzani rivedo luoghi che ho conosciuto nei miei viaggi, ma da un punto di vista molto diverso: attraverso i suoi ricordi e le sue descrizioni li vedo così com'erano quand'erano ancora incontaminati e "incondizionati" dal desiderio di modernizzazione e di turismo indiscriminato.
(...)
L'ho finito. E' stato un libro intenso, ricco di informazioni, spunti di riflessione, attimi di intenso coinvolgimento...

Voto: 8,0


Alcuni passaggi che voglio ricordare
«… La profezia era la scusa. La verità è che uno a cinquantacinque anni ha una gran voglia di aggiungere un pizzico di poesia alla propria vita, di guardare il mondo con occhi nuovi, di rileggere i classici, di riscoprire che il sole sorge, che in cielo c’è la luna e che il tempo non è solo quello scandito dagli orologi. Questa era la mia occasione e non potevo lasciarmela scappare…»

«...Mao aveva capito che, per salvare la Cina, bisognava proteggerla contro l’influenza occidentale e farle cercare una soluzione cinese al problema della modernità e dello sviluppo. Nel porsi il problema Mao era stato grande. Grande era stato anche nello sbagliarsi sul come risolverlo. Ma sempre grande, Mao: grande poeta, grande stratega, grande intellettuale e grande assassino. Ma grande come la Cina. Così come ora è grande la sua tragedia. Se qualcuno, fra qualche secolo, riuscirà a guardare indietro alla storia dell’umanità, la fine della civiltà cinese gli dovrà apparire come una grande perdita, perché con quella è finita una grande alternativa la cui esistenza forse garantiva l'armonia del mondo. Non è un caso che siano stati i cinesi a scoprire che l’essenza di tutto è l’equilibrio fra gli opposti, fra lo yin e lo yang, fra il sole e la luna, la luce e l’ombra, il maschio e la femmina, l’acqua e il fuoco. E’ nell’armonia fra le diversità che il mondo si regge, si riproduce, sta in tensione, vive. Per questo c’è una qualche ragione di rimpiangere il comunismo, non in quanto tale, ma in quanto alternativa, contrapposizione. Senza più quello, s’è creato oggi nel mondo uno squilibrio e la stessa parte che crede d’aver vinto soffre ora di quella mancanza di tensione che dopotutto stimolava la sua creatività.»

«Quella cinese era una civiltà che aveva inventato un suo modo di scrivere, di mangiare, di fare l’amore, di pettinarsi, una civiltà che per secoli ha curato diversamente i suoi malati, ha guardato diversamente il cielo, le montagne, i fiumi; che ha avuto una diversa idea di come costruire le case, di fare i templi, un’altra concezione dell’anatomia, un diverso concetto di anima, di forza, di vento, d’acqua; una civiltà che ha scoperto la polvere da sparo e l’ha usata per fare fuochi di artificio invece che proiettili per i cannoni. Quella civiltà oggi cerca solo di essere moderna come l’occidente; vuole diventare come quell’isolotto ad aria condizionata che è Singapore…»
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Vecchio 15/01/07, 19.00
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Smile La chimera

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  • La chimera
    Sebastiano Vassalli - Ed. Einaudi, collana Einaudi Tascabili Scrittori, 2005






In sintesi
In un villaggio padano del Seicento, cancellato dalla storia, si consuma la tragica vita di Antonia, strega di Zardino. Dalla nebbia del passato riemergono situazioni e personaggi a volte comici e persino grotteschi, a volte colmi di tristezza.



La mia opinione
Beh, un libro molto molto ben scritto. Solo un po' noiose le descrizioni di alcuni tratti della vita dei personaggi (anche minori).
Sconvolgente pensare a quello che veniva fatto a queste povere ragazze e donne accusate di essere delle streghe. Torture fisiche, abusi da parte dei propri carcerieri, morti atroci sul rogo.
Se mi fermo a pensare a quali bassezze e sopprusi ha dato vita la chiesa nel corso della storia, mi salgono indignazione e rabbia incontenibili... Senza contare che in tutto questo Dio non c'entrava proprio, era un semplice capro espiatorio: la chiesa si faceva giustizia da sé e non per conto di Dio... e il tutto per avere denaro potere controllo... uno schifo vero e proprio!
E tutta quella gente che godeva nel vedere giustiziate persone innocenti? che testimoniava il falso per gelosia o per vendetta portando alla condanna degli esseri umani? come si può essere così bestie!!!! è proprio una cosa inconcepibile per me, assurda...

Voto: 7,5


Alcuni passaggi che voglio ricordare
Per cercare le chiavi del presente, e per capirlo,
bisogna uscire dal rumore: andare in fondo alla notte,
o in fondo al nulla; magari laggiù, un po’ a sinistra
e un po’ oltre il secondo cavalcavia, sotto il «macigno bianco»
che oggi non si vede. Nel villaggio fantasma
di Zardino, nella storia di Antonia. E così ho fatto.
(Premessa)
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Predefinito Gli uomini vengono da Marte le donne da Venere

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  • Gli uomini vengono da Marte le donne da Venere
    John Gray - Ed. Libri Oro RCS, 2005, collana Sonzogno Libri Oro





In sintesi
Un manuale per imparare a conoscere le differenze nei modi di pensare e di agire di uomini e donne e potersi rapportare più consapevolmente.

La mia opinione
Dunque, diciamo che forse mi sono creata troppe aspettative su questo libro. In realtà è sì uno strumento utile per capire attraverso quali meccanismi uomini e donne pensano parlano e agiscono, che sono profondamente diversi. Ci sono spunti molto utili per trattare/parlare con il proprio partner e far funzionare il rapporto, anche se è evidente che alla base di tutto, in ogni caso, ci deve essere l'amore! A volte, però, il libro diventa ripetitivo e un po' banale, specie nelle parti in cui indica come vanno lette ed interpretate certe frasi e certe azioni del partner (insomma, spiegata una e imparato l'automatismo siamo in grado tutti di tradurre le restanti situazioni...). Ritengo sia un libro da "spiluccare" di tanto in tanto, in tal modo è persino divertente, ma da non leggere tutto in un fiato come ho fatto io, altrimenti si rischia di annoiarsi...

Voto: 6,75

Alcuni passaggi che voglio ricordare
Gli uomini e le donne pensano diversamente, vivono diversamente e soprattutto, parlano lingue diverse, per cui comportamenti simili assumono per gli uni e le altre significati opposti.
All'uomo piace infatti sentirsi esperto e apprezzato, ma spesso ha bisogno di solitudine mentre le donne vogliono sentirsi amate, adorano i superlativi e vogliono dividere le proprie sensazioni con altri.

E il succo è proprio tutto qui....
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Vecchio 19/02/07, 17.20
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Predefinito Donne informate sui fatti

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  • Donne informate sui fatti
    Carlo Fruttero - Ed. Mondadori, 2006, collana Scrittori Italiani e Stranieri





In sintesi
Otto donne, e ciascuna ha visto o sentito uno spicchio dei "fatti" in questione, ciascuna porta al lettore ciò che sa, o crede di sapere, o non sa di sapere, o finge di non sapere. Otto voci, incalzanti, divaganti, intenerite, rabbiose, pietose, che si susseguono, si intrecciano, si smentiscono lungo quella freccia che il narratore ha scagliato a partire dal cadavere di una misteriosa ragazza, "Milena la bellissima, Milena la santa santissima" (dice qualcuno acidamente di lei). Misteriosa sul momento, perché dalla banca dati dell'Arma arriva in poche ore quanto serve all'inchiesta. Resta sospeso il perché: un truce delitto di malavita, forse. Una resa dei conti, una lezione. O forse un ingorgo più torbido, uno sbocco tortuosamente, crudelmente vendicativo a più alto e insospettabile livello.

La mia opinione
Anche questo l'ennesimo caso di un libro da cui mi aspettavo qualcosa di più...
Niente male, tutto sommato, ma a volte manca di un certo non so che. Vuole essere una sorta di "flusso di coscienza" di otto donne che direttametne o indirettamente sono coinvolte nella vicenda e da cui alla fine scaturiscono la scoperta dell'assassino, opinioni e pensieri vari. Mancano però i tratti salienti ed incisivi del flusso di coscienza. A volte i "pensieri" di queste donne sembrano quasi monchi, un tantino evanescenti: ci sono ma mancano di corpo ed incisività. E' una strana sensazione da descrivere....

Voto: 6,75
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Vecchio 19/02/07, 17.20
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Predefinito Neve di primavera

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  • Neve di primavera
    Yukio Mishima - Ed. Bompiani, 2002, collana Tascabili. Romanzi e Racconti





In sintesi
Neve di primavera è il primo romanzo della tetralogia Il mare della fertilità, il capolavoro di Yukio Mishima. La figura di Kiyoaki, personaggio ultrasensibile a causa di una raffinata quanto ingannevole educazione, si staglia in primo piano; Honda, l'amico, è invece sordo al richiamo dei sentimenti e proteso esclusivamente verso la vita attiva. Della nevrotica incertezza di Kiyoaki è vittima l'enigmatica e splendida Satoko, che spegnerà il suo amore disperato chiudendosi in clausura. Altri personaggi complementari sono indispensabili per comprendere un Giappone dove retaggio storico, valore morale della tradizione, riti secolari, primato religioso svolgono una funzione determinante sulla sorte esistenziale del singolo non meno che della comunità. Un affresco narrativo di assoluto nitore nel quale il manto gelato della neve maschera sotto una purezza transitoria il male profondo della vita.

La mia opinione
La figura di Kiyoaki è estremamente ben descritta: un giovane sensibilissimo, a causa di un’educazione raffinata ma assai ingannevole, si ritrova a vivere un’amore travolgente e disperato per la bellissima Satoko. Che non reggerà peraltro le nevrosi e l’insicurezza cronica di Kiyoko, e si rinchiuderà in clausura spegnendo così l’amore che li aveva coinvolti.
E’ un romanzo splendido, in cui le descrizioni di Mishima dell’ambiente e dei caratteri raggiungono livelli altissimi. Tutti i personaggi “complementari” contribuiscono a dipingere il Giappone, con le sue tradizioni, i suoi riti, la sua religiosità, fattori che toccano l’esistenza degli individui e quindi dell’intera comunità.


Voto: 9,0

Per scoprire la magia della scrittura di Mishima
“Kiyoaki si volse nell’intento di dirigere lo sguardo verso Satoko, e vide che lei lo seguiva a debita distanza. Nel punto in cui il sentiero che scendeva dalla collina arrivava a un bivio - una delle biforcazioni portava al bacino d’acqua, l’altra giungeva al cancello d’ingresso - c’era nella tenda rossa e bianca un’apertura. Quivi si ergeva un grande ciliegio dal tronco abbastanza spesso per offrire rifugio contro gli sguardi indiscreti. Kiyoaki si portò su lato opposto della tenda e rimase in attesa dietro l’albero. Nondimeno, prima che Satoko avesse modo di raggiungerlo andò a incappare in un crocchio di dame di Corte che facevano parte del seguito della Principessa Toin. Rientravano dall’aver fatto il giro della collina di aceri. In quel momento Kiyoaki non poteva uscire dal suo nascondiglio, cosicché dovette rassegnarsi a restare in attesa, protetto dall’albero, fino a quando Satoko avesse trovato un pretesto per svignarsela. Kiyoaki, abbandonato a se stesso, levò lo sguardo verso l’albero che lo sovrastava, e per la prima volta nella giornata rivolse un pensiero ai fiori di ciliegio. Pendevano a grandi ciuffi nell’austera oscurità dei ramoscelli, simili a un acrocoro di conchiglie candide abbarbicate a una scogliera. Il vento della sera agitava le tende lungo il sentiero, e quando raggiunse la sommità delle fronde, queste si inchinarono con grazia, in un molle fru-fru di fiori. Poi anche i rami più ampi e robusti presero a oscillare con naturale maestà sotto il loro fardello di biancore. La pallida colorazione dei fiori si tingeva qua e là di sfumature arrecate dai rosei mazzolini di bocciòli. Con delicatezza appena avvertibile, il cuore stellato di ogni singolo fiore era segnato da un tocco di rosa, a brevissimi tratti gracili e lievi come i punti di cucitura che trattengono al tessuto un bottone.
Il cielo si era incupito, mentre le nubi vi si dissolvevano e i loro contorni si smarrivano. Anche i fiori, fusi ormai in una massa compatta, persero ben presto ogni colore nitidamente percepibile per assumere una tinta che appena si distingueva dal cielo crepuscolare.
E mentre guardava, gli parve che il nero del tronco e dei rami non cessasse di farsi più denso, più cupo. A ogni minuto, i fiori di ciliegio affondavano nell’intimità più opaca e profonda del cielo notturno. Kiyoaki fu preso da presentimenti.”
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Predefinito Aristotele detective

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  • Aristotele detective
    Margaret Doody - Ed. Sellerio, 1999, collana La memoria





In sintesi
Senza Aristotele niente Sherlock Holmes. È questa, verosimilmente, l'idea alla base di questo giallo investigativo. Il metodo del tipo di detective alla Sherlock Holmes non sarebbe stato possibile se non applicando il metodo dimostrativo della logica aristotelica al crimine. Stefanos, un simpatico giovanotto dell'Atene del IV secolo, dunque, guidato dallo Stagirita che non si muove di casa come Nero Wolfe, indaga sull'assassinio di un ricco oligarca, di cui è accusato ingiustamente il cugino, esule per un precedente errore. Al primo omicidio, ne segue un secondo, e tra colpi di scena, travestimenti, testimonianze reperite avventurosamente, Aristotele alla fine scioglie l'enigma e consente al giovane di smascherare il vero assassino.



La mia opinione
Un giallo simpatico e curioso. L’ambientazione è curata, i personaggi ben studiati, la storia intrigante anche se in certi momenti contorta. Manca però qualcosa per renderlo davvero avvincente.

Voto:7,5
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Ultima modifica da Nut il 07/03/07 alle ore 15.51.
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