Prima di leggere e commentare ciò che ha detto la nostra Hope, voglio dire la mia.
Ho iniziato questo libro senza crearmi alcuna aspettativa, non avevo ancora letto nulla a proposito delle critiche positive che aveva ricevuto negli Stati Uniti e quindi non dovrei essermi lasciata influenzare.
Inizialmente ho incontrato alcune difficoltà: non mi era facile capire esattamente il meccanismo attraverso il quale Henry si muoveva nel tempo, ero forse troppo ancorata alla mia razionalità e al bisogno di riuscire a spiegare tutto. Superato l'ostacolo, mi sono immersa nel mondo di Henry e Claire. Ho vissuto attraverso il loro rapporto le emozioni intense e a volte contrastanti, che caratterizzano le storie d'amore. Grazie a loro e alle loro scelte musicali, completamente in sintonia con le mie (specie quelle di Henry!), mi sono rituffata nel passato e ho ricordato persone e fatti ai quali non pensavo più da anni. Mi sono sentita molto simile ad Henry, nel suo voler rivivere continuamente le vicende dolorose del passato, assalito dal desiderio di cambiarle, ma completamente impotente di fronte ad esse. Ho sentito vicinissima a me Claire sia nelle sue ansie e preoccupazioni per le assenze di Henry, sia nel suo saltuario bisogno di stare sola e ritagliarsi una parte di mondo tutta sua.
Drammatico è stato per me il momento in cui Henry scopre che morirà: ho sentito distintamente, dolorosamente, ciò che deve aver provato mio padre l'anno scorso... Il senso di ineluttabilità, di impotenza di fronte al destino.
Ho visto in Claire mia madre (due donne spezzate), con una certezza in più però: che ancora una volta almeno, avrebbe potuto riabbracciare il suo Henry...
Ho pianto tanto, sono stata completamente travolta da questa storia e mi sembrava di viaggiare e vivere insieme ai suoi personaggi. Mi ha emozionata profondamente, completamente, come da tempo non mi succedeva.
Il mio voto è 5/5
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«Genio è l'uomo capace di dire cose profonde in modo semplice» H.C.B.
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