YOGA
Ieri sera sono stata alla mia prima lezione di Atha Yoga.
C'è da premettere che la mia vita è frenetica e il duetto che ho fatto nei giorni scorsi con il leeeeeeeeeeeeeento plaaaaaaaaacido uoooooooomo che mi rispoooondeeeeva al teleeeeeeefono facevaridereperlamiaprecipitositàconrapposta
Allora: sono arrivata in ritardo, senza calzini (che imbarazzo: non è servito piagnucolare davanti alla commesa della upim ormai avevano chiuso) tutti vestiti di chiaro e io che solo grigio e nero avevo addosso...l'impatto è stato strano: nella fase di rilassamento tutti sdraiati per terra,lcuni con una copertina addosso, musica soffusa e uno che russava (in seguito ho scoperto che quello è il suo modo di respirare visto che poi condinuava a sentirsi quensto roooonf rooonf anche durante gli esercizi)
Gli esercizi sono stati stranemente compatibili con il mio carattere: diciamo che ero e sono olto scettica e razionalista, non avrei sopportato storie sui flussi di energia e spiritualità indiana e invece ecco, tuttto quello che hanno detto a lezione, preso con le pinze e interpretato in chiave occidentale è assolutamente compatibile... la respirazione, la poesia nelle cose, i suoni, la verbalizzazione, il prendere contatto con il proprio corpo sono tutte cose che mi appartengono ma che in casa mia spontaneamente sono sempre stata ostacolata dal fare....
sogno da sempre infatti di avere un luogo, topos mi veine di chiamarlo, dove essere me stessa dove esprimere le mie sensazioni senza essere giudicata senza sentirmi pazza e senza essere ostacolata dalle persone con cui vivo (mia madre in primis, ho sempre avuto questo incubo della assenza di privacy) ora ho Richard che è il mio luogo e la mia speranza di poter vivere una intimità mi viene da dire "sobria" dove rivifvere le fortissime sensazioni dell'adolescenza dove sentivo in modo tangibile "friggere" il mio corpo, dove avevo slanci (che fossero gli ormoni o che non so) verso l'infinito dove sentivo sulla pelle il senso crudo dell'esistere, quel senso di vertigine e passione che solo la meditazione può dare.
la fine traumatica della mia vita religiosa e il mio "suicidio mentale" di certo non hannof atto che peggiorare le cosa finora infatti prima che il tempo mi mancava il coraggio ora ben lontana dalle mattane new age ho trovato l'atha yoga che è troppo codificato e orientaleggiante per i miei gusti ma che può essere tranquillamente portato ad una dimensione più "giorgesca": non ha senso per me dire "SHANTI" non significa niente, sarà la traduzione di "PACE" ma nel mio immaginario ha l'effetto della parola "MIR" anzi, un pò di meno. Il sono di una ciotola metallica che vibra è emozionante ma non fa parte di me, io vorrei ascoltare il vibrare delle conchiglie...
Il pretesto per cui le mie riserve ed io abbiamo approcciato l'atha yoga è una postura della schiena sbagliatissima... Figurarsi che praticamente ho ceduto alla corte di un uomo solo perchè aveva a cuore la mia postura e perdeva tempo a mettermi unamano in mezzo alle scapole per ricordarmi di stare dritta.... e tutti gli esercizi di rilassamento non me li sono gustati pensando "quand'è che rilassiamo la schiena? Quand'è che massaggiamo la schiena? quand'è che stiracchiamo la schiena? Non le mani non le gambe la schiena?" roba da picchiarmi da sola!
VA beh in realtà l'altro motivo è rientare in contatto con una parte di me che ho trascuarto tantissimo (e che affronto con la dolorosa nostalgia di una grande bellezza) e che può essere un modo per dialogare con lui visto che sull'argomento metafisica parliamo due lingue diverse: non volgio cambiare idea (continua a non credere alle auree all'enegiole all'oroscopo e tutte quelle che io considero menate) volgio semplicemente mettermi nella condizione di ascolto rimuovendo i miei pregiudizi, che sia io non loro a prendere una decisione al rigurado.
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