ciao ragazze...
uff...l'altra volta avevo scritto un post ma mi si è spento il pc prima di postarlo...(eh....la maledizione dei portatili!)
comunque...
le mie letture in questo bellissimo mese sono state, finora:
L'IDIOTA Fedor Dostoevskij
l'avevo iniziato nel periodo di Natale ma in maniera troppo superficiale e non avevo trovato il tempo per dedicarmici tra tavole da consegnare ed esami da preparare.
allora l'ho ripreso da capo per bene dopo gli esami (intorno al 20-25 febbraio) e ne è valsa la pena.
l'ho adorato. mi ha sempre affascinato molto il legame tra epilessia, arte e divinità. da san paolo, a dante, a van gogh.
"...quando a un tratto, tra la tristezza, il buio e l'oppressione, il suo cervello sembrava accendersi di colpo, tendendo in un estremo impulso tutte le proprie energie vitali. in quell'attimo, che aveva la durata di un lampo, la sensazione della vita e il senso dell'autocoscienza sembravano decuplicare di forza. il cuore e lo spirito si illuminavano di una luce straordinaria. Tutti i dubbi, tutte le ansie e le agitazioni sembravano acquietarsi di colpo, si risolvevano in una calma suprema, piena di armonica e serena letizia, di speranza, di ragionevolezza e di penetrazione suprema..."
UTO Andrea De Carlo
l'ho letto più o meno contemporaneamente all'idiota.
mi è piaciuto, anche se di de carlo ho preferito "Giro di vento", uno dei suoi ultimi lavori (o proprio l'ultimo?).
uto è un ragazzo ribelle che si rifugia dietro un aspetto impenetrabile e dark e degli occhiali da sole che non toglie per nessuna ragione.dopo il suicidio del patrigno, viene mandato da alcuni amici della madre, per evitare che si chiuda ulteriormente in se stesso. questa coppia di amici e i loro due figli vivono in una comunità, "peaceville", guidata da un guru e conducono una vita molto "monastica" fatta di cibi macrobiotici e vegetariani, meditazione, e astinenza da molti piaceri. uto, con il suo arrivo, stravolgerà totalmente la famiglia perchè, tra i due opposti, ci sono infinite possibilità di mezzo. o meglio, spesso quelli che sembrano gli opposti non sono altro che le due estremità di un'unica cosa e, cambiando prospettiva, potrebbero coincidere.
trovo lo stile di de carlo molto coinvolgente e rilassante. riesce a tenerti incollato alla storia anche quando racconta avvenimenti normali o addirittura banali. inoltre ha un linguaggio molto giovane e accessibile, ma riesce a rendere benissimo anche le parti "filosofiche" e descrittive della storia, senza fossilizzarsi e mantenendole comunque dinamiche. scorre velocemente.
UN INFINITO NUMERO Sebastiano Vassalli
Mecenate e Virgilio nel paese dei Rasna.
a raccontare in prima persona la storia è Timodemo, un liberto greco, segretario di Virgilio.
siamo nella Roma di Augusto con la sua rinascita culturale e Mecenate e Virgilio intraprendono un viaggio nelle terre appartenute agli Etruschi (Mecenate è di origine etrusca) in cui il poeta scopre le vere origini di Roma, basate su stupri, genocidi e ogni altro tipo di violenza, proprio mentre le sta mitizzando nel suo poema, l'Eneide.
il confronto con questa civiltà ormai in declino, apre gli occhi ai viaggiatori su aspetti mai considerati prima: una nuova concezione di morte, di tempo e di scrittura.
mi è piaciuto molto perchè mi ha fatto scoprire aspetti di una civiltà purtroppo quasi sconosciuta, dato che per la sua repulsione per la scrittura, non ha lasciato documenti. inoltre è stato interessante vedere come la concezione di morte e tempo per gli antichi etruschi si avvicini moltissimo a quelle delle filosofie orientali.
e, terza cosa, che mi ha spinto a comprare questo libro appena ho letto il nome di Virgilio, è il rapporto tra intellettuale e potere, mai tanto ambiguo e ipocrita come nell'età augustea. quello che sembra un princeps temperato non è altri che un dittatore che ha bisogno di controllare ogni singolo aspetto della vita degli individui e di creare menzogne per giustificare il proprio potere e dare un senso di "patria" ad un popolo corrotto e sfinito da anni di guerra civile. questo a provare che potere non democratico e intellettualità pura, limpida e disinteressata, non possono in nessun caso convivere.
Ho rivalutato molto la figura di Vrgilio, che avevo sempre considerato solo come un lacchè di augusto.
"La scrittura ci fa orrore, così come ci fa orrore la morte. La parola scritta è un segnale di morte, non lo sai? Tu che di mestiere fai lo scrivano, non hai mai riflettuto su questo genere di cose? Gli animali non possono morire: soltanto i loro nomi muoiono. Chi non ha un nome, e non può scrivere il suo nome, non muore in eterno."
CIAO RAGASSUOLE
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