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L'obesità nel bambino o nel ragazzo

Capita spesso di trovarsi a combattere fin da piccoli con problemi di sovrappeso e/o obesità.
Purtroppo l'obesità è un problema frequente in età pediatrica e bisogna evitare di nascondersi dietro solita frase fatta che il bambino grassottello è sinonimo di salute. Cominciamo a capire che cos'è l'obesita.
Si definisce obeso un bambino/a con un peso superiore al 20% del peso ideale per la sua altezza, oppure con un BMI (indice di massa corporea = peso in Kg diviso il valore dell'altezza in metri elevato al quadrato) superiore a quello previsto.
Esistono anche altre definizioni e misure che sono sicuramente utili al pediatra ma in pratica, un genitore, con queste indicazioni, può facilmente rendersi conto della situazione. L'obesità è il risultato di fattori individuali (genetici, culturali e comportamentali) e ambientali (famiglia e società) che intervenendo in vario modo, diverso da individuo ad individuo, determinano l'effetto obesità. Quindi il bambino obeso non è tale solo per motivi ereditari ma le responsabilità posso essere:
  • - vivere in una famiglia che abitualmente mangia più del necessario
  • - svolgere poca attività fisica
  • - privilegiare cibi ad alto contenuto di calorie
Quindi, cosa possiamo fare?
Bè, il primo passo è sicuramente quello di riconoscere il problema iniziando ad osservare i comportamenti e le abitudini alimentari di tutta la famiglia: il bambino obeso non vive da solo ma risente di tutte le dinamiche familiari.
Prima di rivolgersi al pediatra può essere utile prendere alcuni appunti. La compilazione di una specie di diario alimentare, trascrizione dettagliata di tutto quello che il bambino mangia nel corso della giornata con l'indicazione almeno approssimativa delle quantità (non dimentichiamo i condimenti, le bevande, le gomme e le caramelle) può essere molto utile. L'osservazione dettagliata degli alimenti assunti nel corso di una settimana aiuterà il pediatra a calcolare gli eccessi, le preferenze alimentari (che possono essere rispettate), le abitudini non modificabili o la cui rinuncia comporta un sacrificio eccessivo, gli alimenti che sono carenti e che è necessario o opportuno aggiungere, gli alimenti non graditi. Il diario permette inoltre di individuare quelle situazioni a rischio per l'assunzione di cibo non giustificata dalla fame (generalmente noia, golosità, disponibilità illimitata di merendine, gelati e altro, oppure visione prolungata della televisione in compagnia di vari tipi di spuntini e bevande ecc.) che possono essere evitati o modificati. In questa fase può essere utile osservare il tipo di attività motoria svolta dal bambino. Spesso un bambino obeso, anche se pratica regolarmente dello sport, in realtà trascorre il tempo rimanente in attività sedentarie.
Non bisogna necessariamente obbligare un bambini a stare a dieta. E' già difficile per un adulto, figuriamoci per un bambino…
Cerchiamo di educarlo ad assumere uno stile di vita sano che significa corretta alimentazione ed adeguata attività motoria. Questa diversa prospettiva ci permette anche una vera prevenzione.
In linea generale è importante ridurre la quantità di grassi alimentari, soprattutto di origine animali, assumere abitualmente e quotidianamente una quantità discreta di verdure cotte e/o crude (alcune sono ottime anche senza l'aggiunta di grassi), ricordare al ragazzo di mangiare la frutta, abituare i propri figli alla colazione prima di andare a scuola (serve ad interrompere il digiuno prolungato che è iniziato dalla sera precedente e ad arrivare all'ora del pranzo con meno appetito).
Alcuni aspetti dello stile di vita sono altrettanto importanti: il momento del pasto dovrebbe essere una pausa per stare insieme e parlare (quando si assiste ad uno spettacolo televisivo non ci si accorge di quanto si mangia e di quello che si mangia), ogni boccone dovrebbe essere masticato a lungo (diventa più digeribile e comunque il ragazzo impara ad apprezzare i sapori e a non ingoiare grosse quantità di alimento quasi senza rendersene conto), le eventuali restrizioni alimentari devono essere discusse, concordate ed accettate. L'esempio della famiglia è fondamentale: un bambino non imparerà mai a lavarsi i denti se non vede che i suoi genitori fanno altrettanto, nello stesso modo non può pensabile che sia l'unica persona della famiglia a fare colazione la mattina quando tutti gli altri corrono al lavoro o ai loro impegni.
Infine l'attività motoria: è importante che lo sport ed i giochi di movimento siano graditi al bambino e possano essere svolti regolarmente, però ricordiamoci anche di andare a piedi, di non prendere l'ascensore, di farsi aiutare nelle faccende domestiche e cerchiamo di evitare le attività sedentarie (ore di videogiochi e/o televisione), ovviamente anche per queste modificazioni del comportamento è fondamentale l'esempio dei genitori.
Ma se serve veramente una dieta?
Sicuramente deve calcolata in base alle esigenze individuali, soprattutto nel caso dei bambini che sono in fase di crescita: è quindi indispensabile il consiglio del pediatra o del dietologo. Soprattutto nel periodo pre-adolescenziale o adolescenziale dove la dieta va seguita con attenzione perché vi è il pericolo degli eccessi (soprattutto nelle ragazze) con l'incapacità di accontentarsi del peso raggiunto; in questo periodo l'aiuto e la valutazione del pediatra sono fondamentali. Una dieta rappresenta comunque un episodio nella vita del bambino, utile per dimagrire, ma deve essere accompagnata da una strategia globale, come quella appena descritta, che permetta di consolidare nel tempo gli effetti del calo ponderale nella speranza di raggiungere lo scopo principale di questo difficile lavoro di educazione sanitaria: un adulto con uno stile di vita sano che abbia un buon rapporto con il cibo e che non sia obeso.




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